Blog http://cinziaroberto.sitiwebs.com//page8.php Viaggio 2012/07/24 20:54:14 30.07.2012 – Partenza

 

Partenza alle ore 10,25 dall’aeroporto di Caselle, viaggio in orario. Arrivo a Parigi alle ore 11,45, temperatura a terra 15 gradi (brrr)

Ci mettiamo in coda per fare il check-in per Mauritius. All’interno dell’area extra-cee non ci sono self-service. Mangiamo un panino…caldo. Imbarco per Mauritius alle ore 16. Partenza ore 16,25.

Sull’aereo consumiamo nell’ordine, merenda con caffè, cena (riso con pollo/agnello), patate in insalata, formaggio, torta di cioccolato, macedonia di frutta, con caffè (nanna…circa) e colazione brioches, yougurt, marmellata, burro, pane e succo di frutta e caffe’ (ore 5 locali……3 Italiane !!). Atterriamo a Mauritius alle ore 5,45 locali (31.07.2012)

Attendiamo le ore 10,00 per l’imbarco per Antananarivo, partendo puntuali alle ore 10,25. Arrivo ad Antananarivo alle ore 11,47. Attendiamo controllo documenti e recupero bagagli (miracolosamente arrivati !!)

 

 

 

31.07.2012 – Antananarivo

 

All’uscita ci attendono Elodie (che parla uno splendido italiano) e Ravo, rispettivamente guida e autista del tour. Cambiamo 300 dollari in  moneta locale  (ce ne danno una mazzetta incredibile….265.000 Ariary…un dollaro = 2.250 ariary)

Partiamo attraversando la città fra risaie, baracche in legno e molta, molta confusione.

Il primo albergo si trova a 12 chilometri dall’aeroporto, in pieno centro, le finestre su una grande piazza, a sinistra la stazione dei treni, enormemente vuota, dentro ad un cancello fatto di barre. Nella piazza una folla di persone, la pelle di quasi tutti i colori, prevalentemente neri. Tanti di loro portano in testa qualcosa, dei sacchi, dei cartoni, ceste di frutta, quasi sempre di mandarini, fiori, coperte.

La gente indossa vestiti di tutti i colori, tanto rosso, un bimbo porta sulle spalle un bastone al quale ha appeso dei pacchettini, sempre rossi, e’ qualcosa da mangiare tagliato a pezzetti,  forse frutta. Tantissimi carretti trainati a mano da ragazzini, carichi di scatole chiuse che sbordano da tutte le parti. Macchine vecchissime, perlopiu’ citroen e renault, renault 4  color giallino sabbia sbiadito, e dei furgoncini giallo intenso carichi di persone ammassate. Tantissimi giovani, alcuni vestiti di blu spazzano la strada con una strana scopa tonda e una vanga. Gente ovunque che vende qualche cosa, appoggia la merce per terra su lenzuola, qualcuno non ha nemmeno  un telo e la merce appoggia sul marciapiede, ombrelloni a spicchi rossi e blu dove ti vendono il caffe’. Tutti hanno in mano qualcosa, tutti si muovono tutti sono fuori e le strade i marciapiedi, sembrano fiumi che si muovono. Gli uomini hanno quasi tutti in testa un cappello, le donne un foulard le ragazze giovani quasi mai nulla. I taxi sono tutti dello stesso colore il solito giallino sabbia sbiadito, ce ne sono tantissimi, non si vedono vigili, ci sono dei ragazzi che dirigono il traffico ci sono le strisce pedonali ma la gente non ci attraversa sopra, nemmeno se sono vicine e le donne passeggiano allattando i bambini. Le strade non hanno righe o segnaletica, tutti viaggiano disordinati, le file non esistono, non c’e’ nulla che sia fermo, come un eterno movimento. Non riesco a vedere i soliti turisti con le macchine fotografiche, almeno, fino ad ora nemmeno uno, e sono le tre e mezza del pomeriggio.

Facciamo un po’ di foto dalla camera dell’albergo e ci apprestiamo per la cena.

Cena al ristorante dell’hotel comprendente :

Cinzia : Zuppa di legumi, Pesce “sole” con riso e lenticchie, profitterol di gelato

Roby : Formaggio caprino ai funghi, caldo, Anatra con uvetta e pasta fresca, profitterol

Totale 77000 Ar à 34,2 USD à 27,3 euro

 

01.08.2012 . Antananarivo à Ambositra

 

Sveglia alle 6:20 e colazione la prima e l’unica della nostra vita, visti i metri cubi di dolcerie ingeriti e succhi bevuti, comunque due volte il caffe’ con il latte, tre tipi di brioches, pane burro e marmellata, e due succhi di frutta. Siamo partiti alle otto precise per la visita alla citta’ alta fino ad arrivare alla villa della regina dalla quale si vedono le 12 colline che racchiudono Antananarivo e ovviamente tutta la citta’. Abbiamo scoperto che quel furbetto del re aveva 12 mogli, una per ogni collina. Siamo poi partiti verso sud, la prima tappa e’ stato un insieme di chioschi fatti di legno dove si vendevano ananas coltivati in campi vicini. Abbiamo mangiato un ananas, offerto da Ravo, la signora del chiosco lo ha sbucciato per noi quattro e lo ha tagliato in pezzi. Siamo ripartiti e dopo alcuni chilometri, ci siamo fermati nuovamente, sempre al ciglio della strada, dove c’era un mercatino di artigianato locale. Abbiamo comprato una cornice fatta di legno, due lemuri e tre camaleonti fatti con la rafia, un set di tovagliette e centrotavola, un filo di animali e un filo di cappelli fatti di rafia e poi siamo ripartiti. La prossima destinazione e’ Ambatolampy dove abbiamo attraversato un mercato e  visitato una fabbrica artigianale di pentole in alluminio. Abbiamo comprato dai bambini tre piccole pentole con i coperchi per 10.000 ariary. Poi siamo ripartiti alla volta di Antirabe. Sulla strada abbiamo percorso un breve tratto a piedi fino ad arrivare ad un gruppo di case. Abbiamo fatto le foto con un gruppo di bambini e abbiamo lasciato loro gli aereoplanini e i palloncini colorati. Ripartiti siamo arrivati ad Antirabe e siamo andati a pranzo in un ristorante dove abbiamo mangiato: Gratin di verdure e riso di due tipi per Cinzia e filetto di Zebu’ al pepe verde e patate saltate, birra e caffe’ per Roby il tutto per 31.500 ariary (circa 11,2 euri). Siamo ripartiti alle 14 per la visita alla citta’. Abbiamo iniziato con il vedere l’hotel piu’ famoso e grande della citta’ poi siamo scesi a piedi per il viale principale, abbiamo visto la scuola, il monumento della citta’, l’ufficio postale e la stazione.  Abbiamo visitato un laboratorio artigianale dove si lavorano le pietre dure e preziose. Ci hanno regalato due pietre di azzurrite portafortuna e noi abbiamo comprato un pensatore di legno pietrificato, una pietra di acquamarina, e ci hanno regalato ancora un’altra pietra dura color ambra e una tartaruga di pietra ossidiana. Poi siamo andati a vedere un altro laboratorio dove vengono prodotte dei modellini in miniatura tutte con lattine e altri materiali di riciclo, poi venivano ricamati a mano dei tessuti di cotone, con i disegni fatti a mano. Abbiamo comprato  una biciclettina e delle tovaglie ricamate. Poi siamo andati a visitare un laboratorio artigianale dove vengono lavorate le corna degli Zebu’ e abbiamo comprato delle ciotoline portaoggetti. Siamo poi ripartiti con destinazione Ambositra per la cena e la nanna. Abbiamo mangiato un assaggio di tante cose, prevalentemente carne, riso e verdure. Banana e Ananas flambe’. Le strade di questo viaggio sono sempre piene di persone, di colori, e di scorci in un ordine perfetto, i bambini fanno da padroni, sono tantissimi e sono ovunque, lavorano sempre come fossero grandi, prendono l’acqua alle fontane, trasportano merci, perfino mattoni, tirano i carretti, pascolano gli animali  e corrono incontro alle persone che visitano il loro paese. Tutte le persone sorridono, hanno indubbiamente un altro modo di vivere rispetto a noi, forse e’ proprio per questo che sorridono. I paesaggi di questo viaggio sono meravigliosi, diversi, questo colore rosso che domina dalla terra ai vestiti alle case, le donne che lavano i panni nei fiumi dello stesso colore della terra, e li stendono ovunque capiti, nei prati, ai lati della strada, nei campi o sulla terra stessa, l’ordine di quei vestiti e’ maniacale, sembrano enormi disegni visti dall’alto. Abbiamo anche visto come vengono fatti i mattoni, dalla terra ricavano dei rettangoli a forma di mattone, che poi vengono impilati ordinatissimi in costruzioni quadrate o rettangolari con delle feritoie, ossia ogni tanto manca un mattone per far uscire il fumo, dentro a queste costruzioni viene acceso il fuoco cosi’ i mattoni si cuociono, ci vuole quasi una settimana perche’ siano pronti. Le case vengono costruite a mano, tutti lavorano compresi i bambini, i mattoni vengono messi uno sull’altro fino a fare la casa, poi, in cima, costruiscono il tetto; non ci sono camini nelle case che costruiscono, per far uscire il fumo loro aprono le finestre…. I tetti delle case al nord sono fatti prevalentemente di paglia, al sud invece, i bambini fanno le tegole con l’argilla, ma questo lo vedremo domani….

 

02.08.2012 Ambositra -à Ranomafana

 

Sveglia alle ore 7,00 colazione ore 7,30…. caffè, latte, 2 baguette !! burro e marmellata. Alle ore 9,00 partiamo a piedi dall’albergo per la visita ad un laboratorio di falegnameria e intarsio del legno. Assistiamo alla fabbricazione di un ciondolo a forma di cuore con 2 tipi di legni diversi… incastrati e incollati. L’artista lo regala a Cinzia.

Prendiamo qualche souvenir, uno spillone per i capelli in regalo ed usciamo. Ravo ci attende con la macchina, ma prima raccogliamo per strada un gruppo di ragazzi, che sono rimasti con noi fino a che non abbiamo  comprato loro un pallone per giocare…. una squadra di ragazzini innamorati di Balotelli…. tanto c’è “Alberto”. In cambio del pallone, Roby riceve due soldi che valgono 20 ariary ciascuno. Un gesto bellissimo, non hanno nemmeno da mangiare eppure sono cosi’ generosi. A Josefine, una ragazza che si e’ aggregata al gruppo, regaliamo una penna per la sua bimba. partiamo alla volta di ……....... Sulla strada incontriamo uno splendido mercato, scendiamo e ci immergiamo nella vita malgascia fatta di colori e profumi. Tantissime persone, ma proprio tante, i vestiti di tutti i colori, nell’aria l’odore di tutto quello che la gente ha da vendere, abbiamo visto vestiti usati, caramelle di zucchero, caffe’ , sapone, frutta, carne, sacchi di legumi, sale, uno strano pesce essiccato…. Il pane era stipato dentro il bagagliaio di un renault 4 con il portellone aperto….. la gente si ritrova al mercato anche per cercare moglie o marito, le donne che portano i capelli fissati con un fermaglio sono ancora nubili, quindi libere…..  sono dei posti bellissimi, ci sono tante, ma tante persone che hanno lo sguardo cosi’ espressivo da lasciare senza fiato… le ragazze sono di una bellezza disarmante, hanno gli occhi che raccontano la loro vita…. Occhi silenziosi e rispettosi, non disturbano sono occhi che quando ti guardano lasciano un segno profondo, sono occhi che non si dimenticano, che danno tanto e non chiedono nulla. Non parliamo poi dei bambini, ce ne sono una miriade e sono ovunque,  perche’ piu’ sono e piu’ i genitori vengono aiutati nel lavoro… Scattiamo molte foto, soprattutto a quegli sguardi profondi e ripartiamo. E’ difficile andare via da certi luoghi, sali in macchina e senti uno strappo silenzioso, come se il cuore ti chiedesse di restare. Sulla strada ci fermiamo prima a visitare una casa dove ci hanno fatti entrare, per vedere dove e come vivono, una casa piccolissima, Roby non poteva stare in piedi dritto e non passava dalle porte senza doversi abbassare ancora di piu’…. In tutto saranno stati pochi metri quadrati, forse 15 in tutto, su due piani e la scala fra un piano e l’altro era il tronco di un albero del diametro di forse quindici centimetri, intagliato per ricavarne scalini dove appoggiare appena la punta del piede per salire; abbiamo preso un cappellino tipico di rafia colorata dalla padrona di casa, una ragazza di vent’anni con un bambino. poi ci siamo fermati a guardare un anfiteatro naturale dove si svolge lo “Savika”, un rodeo con gli zebu’. Riprendiamo la marcia per raggiungere il nostro ristorante che un ristorante non è. Si chiama Imanasoavahiny e si trova a Cambohimanasoa In un giardino affacciato sulla valle due capanne in paglia e legno sono preparate per accoglierci con le tavole apparecchiate con delle tovaglie azzurre. Ci portano tante cose da mangiare, immancabile il riso questa volta giallo, poi dei fagioli con la carne, carne con delle verdure (tipo coste), un piatto di altre verdure, degli spiedini di zebu’ e un piatto di frutta. Durante il pranzo e’ arrivato un gruppo folkloristico locale che ha suonato, cantato e ballato per noi, le ragazze del gruppo hanno anche fatto ballare gli uomini. Una bambina vestita di rosso badava ad un bimbo piu’ piccolino, lo teneva in braccio e con la mano manda un bacio a Roby, quella bimba aveva gli occhi di chi regala il cuore. Alla fine del pranzo siamo ripartiti per scendere in valle verso il parco che visiteremo domani mattina. Lungo la strada ci siamo fermati a guardare il fiume che costeggia la strada, ad un certo punto fa una cascata altissima. Ci siamo fermati altre volte a fotografare scorci di panorama e a vedere dei ragazzi che facevano le tegole per i tetti delle case. I bambini lavorano piu’ dei grandi. Siamo arrivati in albergo, abbiamo riposto le valige e siamo usciti lungo la strada principale di Ranamafana e l’abbiamo percorsa fino all’altro capo del villaggio, poi siamo tornati indietro. Cena alle sette : passato di verdura per due, gamberetti, riso e verdure, ananas flambe’. Ore 20:35, Roby e’  stanchissimo, buonanotte…..

 

03.08.2012 – Ranomafana --> Fianarantsoa

 

Dopo aver scoperto che di notte russo come una falegnameria industriale, ci siamo svegliati alle 6:15, colazione con caffe’, latte, yogurt, succo di frutta, pane burro e marmellata… siamo partiti alla volta del parco di Ranomafana, e abbiamo fatto una lunga camminata attraverso la foresta, guidati da Louis, che ci spiegava man mano le caratteristiche, le piante, la storia degli alberi, alcuni erano vecchi anche di trecento anni… abbiamo attraversato un ponte sul fiume che scende dalla montagna, la foresta e’ ricchissima di acqua, cosi’ la vegetazione e’ per certi tratti impenetrabile. Abbiamo camminato lungo un percorso stabilito,  sono dei sentieri attraverso la foresta che sono stati ricavati fra gli alberi, addirittura in certi tratti le lunghe scalinate per arrampicarsi, sono fatte con le radici degli alberi che escono dalla terra. Il primo animale che abbiamo visto e’ stato un ragno enorme che non ho avuto il coraggio di guardare, poi abbiamo visto tanti lemuri, anche di specie difficili da vedere, sono grandi e bellissimi, ne abbiamo visti di dorati, e poi anche di quelli bianchi e neri, Louis ha detto che siamo stati molto fortunati a vederne cosi’ tanti, il giorno prima non erano riusciti a trovarne nemmeno uno. Sono degli animali molto belli, eleganti, saltano da un ramo all’altro come volando, poi si fermano e ti guardano con degli occhi grandi, ad uno che era fermo su un ramo sono riuscita a vedere le manine, e un altro siamo riusciti a fotografarlo mentre mangiava un ramoscello, non siamo riusciti a toccarli, erano sui rami in alto… poi siamo riusciti grazie sempre a Louis due gechi, mimetizzati fra i rami, tanto da sembrare due rami anche loro, poi abbiamo visto un camaleonte e dei piccoli uccelli. Abbiamo attraversato un tratto di foresta devastata da un ciclone, c’erano tanti alberi che il vento forte ha fatto cadere. E poi abbiamo visto il bambu’ muovendoli si sente che c’e’ l’acqua dentro e poi anche le liane, alcune attorcigliate insieme, quel parco e’ uno spettacolo della natura…. Ci siamo fermati in un punto panoramico per la sosta, e ci siamo resi conto dall’alto, di quanto avevamo camminato, un lunghissimo tratto senza nemmeno accorgercene. Poi siamo tornati in albergo a riprendere le valige e siamo andati a pranzo. Siamo stati leggeri oggi, io ho mangiato insalata di patate e la frutta caramellata, Roby invece ha preso la carne con le patate e la frutta caramellata anche lui. Siamo ripartiti all’una e mezza per andare a visitare le piscine. Si tratta di una sorgente di acqua bollente che e’ stata indirizzata dentro a delle vasche dove si puo’ fare il bagno. Dice Elodie che dentro quell’acqua si possono anche cuocere delle uova o delle patate per tanto e’ calda. Abbiamo fatto un giro, giocato con i bambini e poi siamo ripartiti. Ci siamo fermati per strada nei punti panoramici uno sopra alle cascate del fiume, e poi anche per vedere il lavoro nei campi, c’erano degli uomini che con gli zebu’ aravano la terra e ci siamo fermati per fare le foto che ci sono costate cinque sei sigarette regalate ad un lavorante. Il panorama era una distesa di campi dove tanta gente lavora, la maggior parte bambini. Poi siamo arrivati a Fiaranansoa, la seconda citta’ piu’ grande del Madagascar dopo Antananarivo. Siamo andati a visitare una struttura tenuta dalle suore che assiste circa trecento bambini orfani. Abbiamo visitato la struttura, abbiamo visto dove dormono, i bagni, dove giocano e anche le cucine, piene di enormi pentole di riso e polenta,  e coccolato un po’ i bambini, ci sono corsi incontro tutti quando siamo arrivati. Le suore non ci sono piaciute ma i piccoli ci hanno proprio strappato il cuore, abbiamo chiesto alla suora l’indirizzo per poter mandare qualcosa per i bambini, cose da vestire e giocattoli magari, oltre ai colori e ai libri da colorare che gli abbiamo lasciato. Siamo poi andati in albergo, abbiamo cenato io con degli spiedini di gamberetti e peperone e patate fritte e roby il suo solito zebu’ con le patate…. Se gli viene la gobba sulla nuca sappiamo il perche’!!!! abbiamo poi chiuso con le banane flambe’ con cioccolato e panna…. Siamo rientrati nella nostra stanza, bagnetto, tv….. ore 21:36 Roby dorme gia’ da un po’…. Lui e’ l’uomo dei sogni….

 

O4.08.2012 – Fianarantsoa --> Anbalavao

 

Svegli prestissimo stamattina, colazione con caffe’, latte, due croissant e due pain rasin e poi partenza a piedi per il mercato che era gia’ pieno di persone nonostante sia stato presto. Per la prima volta vediamo in vendita le cavallette fritte o vive, sono appoggiate in mucchi per terra e fanno un’impressione tremenda. Per il resto la frutta e la verdura sono bellissime, in alcuni punti c’era anche la musica. Tutto ammassato, stretto, tante cose e tante persone, sembra quasi un formicaio. Dopo il mercato siamo partiti per la visita alle piantagioni di te’. Lungo la strada ci siamo fermati alla stazione di Fianarantsoa, passano tre treni alla settimana, uno dei quali, quello del lunedi’, porta soltanto merci, gli altri due anche le persone. Abbiamo fatto le foto, gli orari sono scritti con il gesso su una lavagna, si vede che non sono proprio precisi al minuto. Arrivati alla piantagione di te’ una signora ci accoglie e ci fa vedere prima di tutto le piante del te’ e poi ci fa vedere i macchinari e i metodi di lavorazione delle foglie. Cinquecento famiglie della zona lavorano per raccogliere le foglie del te’ a mano, che poi vengono fatte appassire, tritate e confezionate in sacchi. Tutto con delle macchine gigantesche, compreso un forno a vapore per essiccarlo. Viene poi messo in enormi sacchi a seconda della misura e trasportato. Le macchine sono ingegnose ma la 626 qui, e’ andata altro che a farsi benedire!!!!  La signora comunque ci offre una degustazione del te’, compriamo due confezioni di infuso e risaliamo in macchina per andare a vedere le piantagioni dall’alto…. Una distesa immensa di piante di te’, un mare verde. Siamo ripartiti alla volta del ristorante per il pranzo, sulle rive di un lago, abbiamo fatto il pranzo al sacco sulla riva e per la prima volta abbiamo mangiato con Ravo ed Elodie. Il giardino del ristorante era pieno di piante, fiori e orchidee, una serra piu’ che un giardino, abbiamo visto perfino le orchidee e i papaveri. Nel pomeriggio siamo andati a vedere il laboratorio di un famoso fotografo Pierrot man abbiamo anche comprato una foto sua, delle cartoline e le caramelle per i bambini…. Abbiamo poi fatto la visita alla citta’ alta accompagnati da un gruppo di ragazzini che ci hanno fatto da guida, ci hanno raccontato la storia delle case, di chi le abita, del re, tutto in un italiano perfetto, abbiamo regalato loro le caramelle e siamo ripartiti verso Anbalavao, dove trascorreremo la notte…. Abbiamo cenato con omelette al formaggio, io riso con le verdure, per roby invece il povero filetto di Zebu’ con le patate , frutta flambe’ e omelette flambe’…. Sono le 20:02 Roby dorme alla grande in effetti e’ notte gia’ da due ore….

 

05.08.2012 : Anbalavao --> Isalo

 

Sveglia alla solita ora cioe’ prima della sveglia, abbiamo visto sul ramo di un albero un camaleonte grandissimo, gli abbiamo anche fatto le foto. poi colazione con  caffe’, latte, succo di frutta, burro, marmellata e pane. Siamo partiti per il parco alle otto e trenta e cosi’ Augustine ci ha accompagnato nella visita. Abbiamo visto tantissimi lemuri, camaleonti, uccelli e pesciolini piccoli, ma i lemuri erano proprio tantissimi, non hanno paura dell’uomo, sono abituati, cosi il mio intrepido marito e’ riuscito a toccarne due, ha toccato anche i camaleonti, tocca tutto lui!!! Siamo stati nel parco tutta la mattina, abbiamo fatto un percorso nel bosco, ci siamo arrampicati sulle rocce fino in cima ad un costone dove ci siamo fermati, i lemuri erano dappertutto, anche da li li abbiamo visti. C’era anche una lucertola. Siamo poi entrati nelle grotte, visto le tombe, e poi siamo tornati alla macchina. Siamo tornati all’albergo lungo il percorso abbiamo visto uno stormo di cavallette volanti, un’infinita’, arrivati all’albergo  abbiamo visitato la fabbrica della carta e poi abbiamo mangiato io il riso con le verdure e Roby il solito zebu’ con le patate. Al pomeriggio abbiamo preso la strada per Islao e abbiamo attraversato una specie di deserto d’erba, ci siamo fermati di tanto in tanto per fare le foto, a salutare i bambini e a fotografare il tramonto…. Abbiamo fatto piu’ di duecento chilometri per arrivare all’albergo, abbiamo visto il nostro bungalow e poi abbiamo cenato. Stasera e’ andata di carne ancora,  omelette, e banane caramellate. Giretto fra i bungalov con piletta incorporata alla ricerca di animali notturni. Unico ritrovamento una cavalletta… gli insetti oggi mi hanno mangiata viva, cosi’ abbiamo montato la zanzariera sul letto…. Speriamo che funzioni che sono tutta piena di bozzi. Ore 20:19 e uno di noi due gia’ dorme…..

 

06.08.2012 – Isalo

 

Sveglia alle 06:30 colazione con caffe’, latte, pane burro e marmellata, succo di ananas. Partenza per il parco di Isalo dove rimarremo tutto il giorno con Hanry, la nostra guida locale che ci ha portato attraverso il parco su un tragitto di 10 chilometri… bellissimo il parco, abbiamo visto le tombe per prime, sempre dentro alle grotte sulla montagna chiuse con i mattoni, in una abbiamo anche visto una bara appoggiata fuori dalla grotta, era troppo umido e quindi il defunto e’ stato portato da un’altra parte. Abbiamo visto l’insetto stecco, un camaleonte verde, le uova della mantide religiosa, il bozzolo del baco da seta, diversi uccelli, insetti, e anche il baobab nano, addirittura fiorito. Il percorso e’ stato il piu’ difficile di tutti i parchi che abbiamo visto, salite e discese su scalini di pietra, e abbiamo anche attraversato il canyon per arrivare alle cascate. Abbiamo mangiato i panini sulla riva del torrente che scendeva dalle cascate, Roby ha anche messo due volte i piedi nell’acqua gelata !!! c’erano tante persone sul percorso, i percorsi sono tanti, e’ la guida che sceglie quale farti fare, noi abbiamo fatto fatica con il nostro, soprattutto per il caldo e perche’ nelle ore piu’ calde stavamo giusto attraversando il canyon e il percorso era tutto al sole. Abbiamo visto diverse piante, rocce, addirittura in certi tratti la montagna prende la forma degli animali, una pietra sembrava una marmotta, altre sembravano coccodrilli e tartarughe… il panorama somiglia a quello della savana. Bellissimo, silenzioso nonostante le persone che ci camminavano, bellissime le acque che abbiamo incontrato e bellissima anche la cascata. In mezzo al parco e’ stato allestito una specie di punto di ristoro, dove delle persone cucinano, ci sono i bagni e delle grandi tavole di legno per mangiare. In quel punto abbiamo trovato tantissimi lemuri, abituati cosi’ tanto alla presenza dell’uomo che addirittura salivano sulle tavole in cerca di qualcosa da mangiare, abbiamo fatto tante foto, quegli animalini sono troppo simpatici, uno soprattutto, il piu’ socievole, si avvicinava tanto alle persone, addirittura ne ho visto uno andare a bere nel bicchiere di una turista che stava mangiando. Poi dopo aver visto le cascate, ci siamo incamminati di nuovo e verso le quattro siamo arrivati al parcheggio dove c’era Ravo ad aspettarci con la macchina. Nello scendere verso l’albergo abbiamo portato Hanry al paese vicino. Poi ci siamo messi in viaggio per andare a vedere il tramonto, siccome era troppo presto ci siamo fermati in un museo ma lo abbiamo visitato velocemente poi ci siamo avviati verso un posto bellissimo per vedere il tramonto. Si tratta di una costa di roccia nella quale c’e’ un buco chiamato finestra, attraverso quel buco si puo’ vedere il sole che tramonta, uno spettacolo  bellissimo, c’erano tante persone che facevano le foto insieme a noi. Poi, finito il tramonto siamo tornati in albergo, doccia, e cena. Quando siamo usciti per andare a cena c’era un cielo stellato meraviglioso. Stasera abbiamo mangiato io la zuppa di legumi, il tonno e le patate fritte e poi la frutta. Roby invece ha mangiato il maiale con il miele, lo spiedino di zebu’ con le patate e delle banane fritte in pastella. Qui siamo poi crollati, sono le 19:49 e qualcuno a caso sta russando…

 

07.08.2012 – Isalo à Tular à Antananarivo

 

Stamattina sveglia prestissimo 05:30, praticamente prima ancora del personale dell’albergo, non c’era la corrente elettrica, in quel posto hanno dei problemi con l’elettricita’ a volte non c’e’, per fortuna noi siamo dotati di piletta con carica manuale, che e’ stata indispensabile. Comunque alle sette eravamo pronti, valigie e colazione fatta: caffe’, latte, pane burro e marmellata, succo di ananas…. Siamo partiti in perfetto orario per gli ultimi duecento e fischia chilometri per arrivare fino a Tular…. Lungo la strada ci siamo fermati a fare le foto, abbiamo attraversato un lungo tratto di Madagascar nel quale non abbiamo incontrato anima viva, solo il tipico paesaggio della savana, mancavano soltanto i leoni. Poi abbiamo incominciato ad incontrare dei villaggi, tutti a ridosso della strada che li ha attraversati tutti tagliandoli in due. La strada era lunga e dritta, seguiva il terreno quindi salite e discese molto lunghe, come le strade della california. Abbiamo passato un paese famoso perche’ c’e’ una miniera di zaffiri cosi’ le baracche dove vengono venduti, sono chiuse da un cancello, c’e’ tanta gente anche perche’ li sono ricchi perche’ poi commerciano le pietre preziose. Lungo la strada abbiamo anche visto i baobab. Non quelli piccolini che ci sono anche nei parchi, ma quelli proprio giganteschi sono bellissimi, uno in particolare, il piu’ grande di tutti, ci siamo andati proprio vicino per fare le foto, un uomo accanto a quell’albero sembra una formichina. Vicino a quel gigante abbiamo trovato un ragazzo che aveva un camaleonte gigante, il piu’ grande che abbiamo visto cosi’ abbiamo fatto le foto anche a lui, che e’ salito sulla mano di Roby, lo abbiamo anche accarezzato. Verso l’ora di pranzo eravamo a Tular, siamo andati a mangiare tutti insieme in un ristorante bellissimo, gestito da un italiano che poi ci e’ venuto a salutare, abbiamo mangiato benissimo, siamo andati di pesce, patate fritte, salse, birra, coca, aranciata. E un pane buonissimo fatto da loro che sapeva un po’ d’aglio…. Ci hanno portato come salse la maionese, il pesto al basilico e dei pomodori tagliati piccoli. Abbiamo anche mangiato il gelato, e ci hanno poi portato il loro rhum aromatizzato. Il tutto per circa otto euro a testa! Prima che arrivino i piatti, abbiamo dato a Ravo ed Elodie due bigliettini con un pensiero scritto la sera prima e cento dollari a testa, erano tanto contenti, e in quel momento anche noi, i saluti si sa, non sono mai facili, nessuno vorrebbe doverli fare, soprattutto quando si sta bene.  Siamo poi ripartiti per l’aeroporto visto che alle 3.40 avevamo l’aereo per Antananarivo. Elodie e Ravo sono stati con noi fino al check in ci siamo salutati per ben due volte, ci siamo abbracciati e promessi che ci saremo sicuramente scritti, forse anche rivisti, secondo me in un posto come questo, ti viene per forza la voglia di tornare. Le operazioni di imbarco e di sbarco sono state molto piu’ semplici stavolta, volo interno quindi niente controlli, all’arrivo dopo circa un’oretta c’era Edith, cugina di Elodie ad aspettarci e quindi dopo un’altra oretta di strada in macchina siamo arrivati all’albergo dove dormiremo stanotte. Una stanza imperiale, grandissima, comoda, non abbiamo la cena ma la colazione domattina, poi alle undici verra’ a prenderci un’altra guida per riportarci all’aeroporto, destinazione Mauritius…. Che strano, sono le otto e ancora nessuno dorme…..

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